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Nel 2014 un immigrato su cinque lascerebbe la Lombardia

By   /  February 17, 2015  /  Comments Off

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Nel 2013 erano solo il 13%
Se dal 2010 al 2013 la quota di stranieri intenzionati a lasciare l’Italia partendo dalla Lombardia entro dodici mesi era cresciuta sempre di un punto o un punto e mezzo percentuale l’anno, nel 2014 secondo la più recente indagine dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (ORIM), essa è incrementata di ben otto punti percentuali in soli dodici mesi, assestandosi al 20,9% a fronte del 13,0% del 2013, dell’11,4% del 2012, del 10,5% del 2011 e del 9,0% del 2010.
Diminuisce per gli stranieri la volontà di trasferirsi in altri comuni lombardi o extraregionali, sintomo questo di una stanzialità raggiunta, con meno turnover abitativo rispetto al passato e di una “tenuta relativa” del contesto lombardo rispetto ad altre parti d’Italia. Ma tra chi si vuole spostare, aumenta l’intenzione di tornare in patria (per l’8,5% nel 2014, contro percentuali del 5-6% tra 2010 e 2013) e soprattutto di andare in Paesi terzi, ritenuti sempre più attraenti dal punto di vista economico: se nel 2010 il 3,7% degli stranieri manifestava volontà di lasciare la Lombardia entro dodici mesi per un Paese che non fosse quello d’origine, tale percentuale è salita al 5% nel 2011-2012, al 6,5% nel 2013, e infine balzata al 10,9% nel 2014, il triplo nel giro di soli quattro anni.
Coloro i quali hanno un permesso di soggiorno scaduto e non lo stanno rinnovando, poi, in un caso su due vogliono lasciare l’Italia entro dodici mesi, per lo più per un altro Paese di immigrazione (28%, contro un 20% che vorrebbe tornare in patria). Così pure chi è in attesa di una risposta di domanda d’asilo o di regolarizzazione, che però — come noto — ancora più spesso sarebbe intenzionato a proseguire altrove (il 35%) e non a tornare in Patria (l’8%). Chi non ha mai avuto un valido titolo di soggiorno in Italia, infine, in più di un caso su tre vorrebbe lasciare il territorio nazionale: il 23% per l’estero, il 14% per il Paese d’origine.
Tra gli immigrati regolari si nota invece un “effetto nostalgia”: chi ha un semplice permesso di soggiorno preferirebbe il ritorno in madrepatria piuttosto che andare all’estero. Sempre tra i regolari si nota un “effetto crisi” per chi ha doppia cittadinanza italiana: si tratta di persone che mediamente guadagnano 1.200 euro al mese (1.900 come nucleo familiare), valori superiori a tutti gli altri gruppi stranieri, ma che, come molti italiani, sono fortemente attratti dai mercati esteri, volendosi trasferire altrove in un caso su quattro (il 16% all’estero, il 9% in patria).

Fonte: Elaborazioni Fondazione Ismu su dati Orim

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