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MIPEX – presentati i risultati finali dell’indice per misurare le politiche di integrazione della popolazione Extra-UE

By   /  July 22, 2015  /  Comments Off

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Sono stati presentati il 30 giugno a Bruxelles i risultati finali di MIPEX 2015. Migrant Integration Policy Index, lo studio che mette a confronto le politiche di 38 nazioni in materia di immigrazione e integrazione. La ricerca ha analizzato tutti i paesi dell’Unione Europea, oltre a Australia, Canada, Islanda, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud, Svizzera, Turchia e Stati Uniti. MIPEX ha preso in esame – attraverso 114 indicatori che richiamano scelte di politica e prassi amministrativa – otto diverse aree di interesse: mercato del lavoro; ricongiungimenti familiari; istruzione; assistenza sanitaria; partecipazione politica; accesso alla cittadinanza; residenza permanente; antidiscriminazione. L’indice di ricerca MIPEX è uno strumento molto utile per misurare l’effettiva realizzazione di politiche che possano favorire l’integrazione. Questa edizione – che ha visto la Fondazione Ismu nel consueto ruolo di referente e coordinatore della rilevazione che riguarda la realtà italiana – è stata curata congiuntamente da CIDOB (Barcelona Centre for International Affairs) e dal MPG (Migration policy group).

Per quanto riguarda l’Italia, nella graduatoria di questa edizione del MIPEX essa si colloca al 13° posto sul totale dei 38 paesi analizzati. Rispetto ai risultati del precedente MIPEX III si sono perse tre posizioni (eravamo al 10° posto), ma va tenuto conto che il numero di paesi considerati nella graduatoria è nel frattempo salito da 31 a 38, essendosi aggiunti Turchia, Korea del Sud, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e la Croazia (quale nuovo membro UE).
Il punteggio complessivo sintetico assegnato al nostro paese, da valutarsi in una scala che varia da 0 a 100, è risultato pari a 59, un punto in meno rispetto alla valutazione di MIPEX III che già segnalava un punto in meno dal confronto con la precedente edizione. In ogni caso, il punteggio dell’Italia resta pur sempre molto al di sopra del valore medio dei 28 paesi di UE (che è di 51 punti) ed è sostanzialmente allineato con il punteggio medio dei 15 paesi che formavano l’UE prima dell’allargamento del 2004 (60 punti).
Volendo analizzare gli ambiti di integrazione che, singolarmente giudicati, contribuiscono a fornire, gli indici parziali che entrano nel calcolo del punteggio sintetico, vediamo che l’Italia consegue giudizi di eccellenza (con punteggi superiori sia alla media dei 28 paesi UE che a quella dei membri dell’Unione a 15) riguardo alla “riunificazione familiare” (+11 punti rispetto a entrambe le medie di cui si è detto), alla “residenza di lungo periodo” (+4 e +1 rispettivamente) e alla “salute” (+23 e +13).
Sul fronte opposto, il punteggio italiano è inferiore ai punteggi medi di entrambi i gruppi relativamente alla “scuola/formazione” (-3 e -15 punti rispettivamente) e alla “antidiscriminazione” (-2 e -7). Meglio della media di EU 28 ma peggio di quella di EU 15 è invece il punteggio dell’Italia in tema di “mercato del lavoro” (+9 e -2 punti), di “partecipazione politica (+18 e -2) e di “accesso alla cittadinanza” (+3 e -9).
Nel complesso i risultati di MIPEX IV supportano la convinzione che, benché si possa ritenere di aver fatto molta strada nella direzione di un’immigrazione “regolare” e con “uguali diritti”, molto resta ancora da fare per ottenere anche “uguali opportunità”.

Per il dettagli dei dati riferiti all’Italia, clicca qui http://www.ismu.org/2015/06/presentati-risultati-di-mipex-2015/
Per visualizzare i dati complessivi di Mipex riferiti anche ad altri Paesi si veda http://www.mipex.eu/play/
Guarda il video della Conferenza finale del 30 giugno

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