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Genere, salute e politiche sociali in Europa. La salute delle donne migranti tra diritti, accesso ai servizi, disuguaglianza, di Lia Lombardi

By   /  March 1, 2016  /  Comments Off

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La domanda che da lungo tempo si pongono le discipline sociali e l’epidemiologia sulle differenze di salute che esistono in tutte le società è: a cosa sono imputabili queste differenze? Le stesse discipline, a livello internazionale, hanno evidenziato “che la distribuzione di salute e malattia all’interno di una società non è mai casuale, ma strettamente interconnessa alla posizione di una persona nell’ambito della stratificazione sociale1” (Giarelli, Venneri, 2009: 405). La connessione tra posizione sociale e livello di salute-malattia è definita gradiente sociale. Ciò significa che ad ogni livello della posizione sociale misurata, chi si colloca in quella più avvantaggiata presenta un profilo di salute migliore di chi si colloca in una posizione sociale più svantaggiata. Questo permette di affermare che le malattie sono in buona parte “socialmente costruite” e che le modalità e le possibilità di esperirle dipendono dalla posizione sociale degli individui nelle diverse società (ibidem). Perciò, le disuguaglianze sociali di salute possono essere definite come “le differenze sistematiche di salute tra i diversi gruppi socioeconomici all’interno di una società” (ibidem: 411). Presupponendo che la dimensione della salute sia elemento determinante per la comprensione del sistema di disuguaglianze, sia sociali, sia di genere, questo studio entra nello specifico della correlazione tra disuguaglianze di genere e salute evidenziando, attraverso una prospettiva mondiale, sia la costruzione sociale della disuguaglianza di genere sia l’accumulo delle disuguaglianze che riguardano le donne: disuguaglianze sociali, di genere, di salute, e anche di generazione, laddove si tratti di adolescenti e minori.

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